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I Parchi
Dal punto di vista geografico, l'area si sviluppa intorno alla Valle dell'Aniene (il secondo fiume del Lazio), dalle sorgenti presso Filettino alla gola di San Cosimato presso Vicovaro. Oltre al percorso millenario delle acque dell'Aniene, la zona offre innumerevoli emergenze di grande interesse naturalistico ed una straordinaria verietà di ambienti: dalle cime innevate delle vette più elevate, ai grandi spazi aperti dei pianori di origine carsica, ai veri e propri canyon formati dalle anguste valli fluviali, dalla rupe rocciosa di Cervara alle colline verdeggianti del versante sinistro, ai pozzi o crateri naturali dalle origini misteriose come il Pozzo delle Morge nel territorio di Cineto Romano.
Un territorio così ricco di emergenze naturalistiche non poteva non essere oggetto di un'attenta politica di tutela ambientale. Ed infatti ben due parchi naturali regionali sono compresi, in diversa misura, nel territorio della X Comunità Montana:
| Il Parco dei Monti Simbruini |
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Grotte, doline, vastissimi boschi e ruscelli sono le caratteristiche distintive del Parco dei Monti Simbruini, il più esteso trai i parchi del Lazio. Istituito nel 1983, il parco comprende i comuni di: Camerata Nuova, Cervara di Roam, Filettino, Jenne, Subiaco, Trevi nel Lazio e Vallepietra. Una distesa di trentamila ettari in cui l'acqua, come del resto è indicato nel nome in latino del parco, sub imbribus che significa sotto le piogge, è la protagonista di questi monti. Le piogge, le nevi e l'ambiente carsico hanno creato una serie di sorgenti che fin dall'antichità, con gli acquedotti Marcio, Claudio e Anio Novus, hanno dissetato un vasto territorio. Alle pendici del massiccio dei Simbruini, querceti e faggeti, mentre più in alto la flora è quella tipica dell'alta montagna, con primule, crochi e soldanelle. Una vegetazione che alterna paesaggi fiabeschi con foreste rigogliose a distese verdi interrotte da aceri e faggi ultracentenari. Sono proprio i faggi ad essere la formazione vegetale più diffusa nel parco, che in fitti boschi creano l'habitat per la specie animale più rappresentativa dei Simbruini, il lupo. Tra i rapaci è possibile avvistare lo sparviero, il rarissimo astore, l'allocco, la poiana e, nelle foreste più mature, il picchio dorsobianco, una specie molto rara.
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| Il Parco dei Monti Lucretili |
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Lo Styrax Officinalis, più comunemente conosciuta come Storace Officinale, è il simbolo identificativo del Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili, diciottomila ettari che si estendono a Nord Est della Capitale. Del territorio del parco fanno parte tredici comuni tra le province di Roma e Rieti: Poggio Moiano, Scandriglia, Orvinio (nel territorio della provincia di Rieti); Monteflavio, Montorio Romano, Moricone, Palombara Sabina, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, Vicovaro, Roccagiovine, Licenza, Percile (nel territorio della provincia di Roma). L'accumulo di calcare, di cui questi monti sono ricchi, nelle acque che ricoprivano il territorio, diede origine, duecentomilioni di anni fa, a quest'area. Una flora estremamente eterogenea, fatta di querce e, salendo verso l'alto, anche di faggi, lecci ed aceri, ricopre con un manto verde l'intero parco. Osservando con attenzione non è raro imbattersi in agrifoglio, nell'iris sabina e in splendide orchidee selvatiche. Una natura ricca e variegata in cui hanno trovato ospitalità faine, cinghiali, gufi, poiane e in cui la regina incontrastata è l'aquila reale che ha scelto queste zone per nidificare e mettere al mondo i suoi eredi. |
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